La storia

Così come incerta è la sua origine, leggendaria è anche l’origine del nome. Tra le varie ipotesi sembra che il termine indicasse il porto dell’Africa dove i trafficanti raccoglievano gli schiavi, altri lo fanno risalire alla deformazione del termine “tambor” (tamburo) da parte dei neri che la pronunciavano “tangò”

Il filologo Ricardo Rodríguez, grazie allo studio delle lingue degli schiavi portati in Argentina, afferma che la maggior parte proveniva dalle regioni degli attuali Congo, golfo di Guinea e sud del Sudan. 
Per queste popolazioni la parola tangó significava ‘spazio chiuso’, ‘circulo’ e ‘qualsiasi spazio privato nel quale per entrare bisognava chiedere permesso’. E la stessa parola tangó indicava per i negrieri spagnoli lo spazio in cui venivano rinchiusi gli schiavi e il posto dove venivano venduti. 
La mancanza di documentazione a riguardo non permette una risposta definitiva ma appaiono chiare le radice nere di questo fenomeno. 

L’unico aspetto che trova tutti d’accordo, sta nel suo luogo di nascita, unanimamente riconosciuto nella Buenos Aires della fine ‘800, una città in forte espansione, che sperimentava una sorprendente crescita demografica, provocata per lo più dalla esplosiva massa di immigrati provenienti da tutto il mondo. 
Spagnoli e italiani principalmente ma anche tedeschi, ungheresi, slavi, arabi, ebrei etc. (ai quali si aggiunsero gauchos e indios che provenivano dall’interno del paese) tra il 1890 e il 1920 contribuirono a far aumentare la popolazione della città da 210.000 a 1.200.000 abitanti. Si trattava principalmente di uomini, poveri, che comunicavano a fatica in un lingua che non conoscevano, e che crearono un forte squilibrio di genere, tanto che la popolazione della città all’epoca era composta per il 70% da uomini, per i quali la musica ed il ballo erano la forma più economica e immediata di divertimento collettivo.
Questo è lo sfondo nel quale si inizia a ballare il tango; così che il nuovo ritmo è al principio associato all’ambiente dei bordelli, poichè erano le prostitute e le cameriere le uniche donne presenti nelle accademie e nelle piste di ballo. 
Trattandosi di donne che si dedicavano anima e corpo ai propri compagni accidentali, il tango iniziò a ballarsi in modo molto “sensuale”, provocante e esplicito. 
Aspetti poco accettati socialmente, tant’è che tesero a scomparire quando il tango cominciò a uscire dalle periferie della città per iniziare a farsi conoscere oltre frontiera. 
La radice sensuale del tango si rifletteva anche nei versi delle canzoni, spesso osceni e con titoli che lasciavano poco spazio alla fantasia (Siete pulgadas, che canta dell’orgoglio di possedere un pene di 17,8 cm, El choclo che significa pannocchia ma che in lunfardo viene usato per indicare il pene, El movimiento continuo, Dejalo morir adentro lett.lascialo morire dentro...) Il tango rimase a lungo marginale e relegato alle classi basse, in quanto ritenuto moralmente inaccettabile dall’elite, i cui figli però non avevano altra scelta per poter divertirsi, ballare e conoscere donne che scendere nei bassifondi e invitare una “mina” o una “milonguita”. 

Il 1890 ha rappresentato un punto importante per il tango, venne introdotta una battuta d'arresto nel movimento, in cui l'uomo si sarebbe fermato fermato mentre la donna avrebbe danzato a fianco a lui in uno stile di rotazione,in altre parole, la creazione della più bella, famigerato e sensuale figura del tango: l'ocho.
Questo ha portato l'abbraccio dei corpi, il toccarsi dei volti e l'uomo che conduce e la donna che segue.
Il vero tango era nato!

Nei primi decenni le canzoni del tango descrivevano la vita all’interno dei bordelli, dei bassifondi e delle strade di periferia, ovvero i luoghi in cui si stava sviluppando. In seguito, con l’arrivo degli immigrati (soprattutto negli anni ’10 del ‘900) i temi vertevano sulla descrizione di attimi di gioia momentanea, il passato triste e la speranza in un futuro migliore. Queste sensazioni sono date soprattutto dal ritmo sincopato e allegro della milonga. Il termine milonga venne usato in questi decenni per indicare le riunioni, i ritrovamenti (milonguear) delle persone nei sobborghi di Buenos Aires, nei quali si cimentavano a creare nuovi passi, nuove canzoni, nuove musiche. Essi però non possono essere accostati ai payadores, perché questi ultimi improvvisavano le canzoni: possiamo dire che la milonga è nata di conseguenza nelle città rioplatensi sulla base della tradizione dei payadores.
A partire dalle milonghe si cominciano a raccogliere i ritornelli più cantati, i testi più originali, in genere filastrocche, e le musiche adatte ai testi e finalmente nascono delle vere e proprie canzoni, molto simili a quelle nostre contemporanee.
Questa musica era suonata nei locali più squallidi della capitale argentina, nei luoghi frequentati dalla malavita, nelle periferie, tra la città e la campagna. Le persone più povere nelle loro case utilizzavano uno strumento di origine tedesca, il bandoneón, strumento simile alla fisarmonica, che insieme alla chitarra sono diventati i simboli del tango argentino. Una leggenda racconta che questo strumento arrivò in Argentina per la prima volta intorno al 1868. Una nave svedese sbarcò al porto di Buenos Aires e uno dei marinai barattò un bandoneòn con una bottiglia di liquore.
Con gli anni il tango divenne l'inno dei lavoratori, degli uomini che vivevano la vita per inerzia, impotenti e questo era espresso dai toni bassi, mentre i testi riportavano le emozioni di questi emarginati. I parolieri delle canzoni più famose, descrivono le sensazioni delle classi sociali basse: questa gente aveva paura di deludere le aspettative della famiglia, della loro classe sociale e degli amici, quindi il tango può essere considerato una metafora della vita stessa, lo specchio elle anime della gente.
Uno di tanghi più famosi è sicuramente la Cumparsita (1916) di Gerardo Matos Rodríguez, che descrive una processione stradale, tipica del carnevale. Un altro tango tra i più conosciuti è il Choclo di Ángel Villoldo, del 1925. Il Cominito (1926) di Filiberto è dedicato al quartiere di Buonos Aires La Boca, dove si trova il porto della città e da dove sbarcavano, molti emigrati nello scorso secolo. Queste canzoni hanno un tema comune: l’abbandono dell’uomo da parte di una donna e la speranza che questa torni a casa.
Uno dei più grandi scrittori sudamericani, Discepolo, compose molti testi per questo genere (soprattutto in collaborazione con Gardel, il primo e forse il più grande compositore contemporaneo di tango) e lo definiva “un pensiero triste espresso in forma di danza”. Mentre Lev Tolstoj vedeva il tango come l’inno dell’anti-capitalismo, in quanto sprigiona le emozioni represse dalle classi meno abbienti.

Come ho detto in precedenza, questo genere di musica e ballo si suonava nei bar più miseri delle capitali sudamericane, spesso accompagnato dall’alcol e belle donne. Il tango, anche se può sembrare strano al giorno d’oggi, è un ballo maschile. Inizialmente era ballato da soli uomini ed era un modo per esercitarsi in mosse mascoline, da “macho”, per sedurre le donne e per scambiarsi i segreti dei metodi di seduzione. Anche il grande scrittore Jorge Luis Borges ricorda che quando era bambino il tango era ballato da soli uomini.

Il periodo della maturità

Dopo la legge per il suffragio universale del 1912 il popolo povero conquistò molte libertà, tra le quali ballare il tango in pubblico. Questo ballo conquistò subito le classi più agiate che proposero serate e incontri di ballo. Negli anni successivi il tango approdò a New York e in seguito in Europa dove furono istituiti dei tango caffé e tango tea room.
Purtroppo, anche se ebbe subito successo, il tango trovò negli ostacoli, soprattutto nei primi decenni del secolo scorso. La sensualità e l’audacia che questo ballo mette in luce nei suoi ballerini è stato considerato oltraggioso dal punto di vista della Chiesa (non solo quella cristiana, ma anche da quella protestante), dal Re Wilhem II e da alcuni teologi. Si riteneva un ballo non adatto ai militari, si credeva che fosse una danza che andava contro la pubblica decenza.

Ma la popolarità del tango non si fermò: Rodolfo Valentino ne I quattro cavalieri dell’apocalisse ne interpretò una versione melodrammatica che negli anni ’30 contribuì alla diffusione del tango tramite il cinema; Gardel, spopolò con le sue canzoni e composizioni.
Egli è considerato il primo vero interprete del tango. Nel 1930 dovette scappare dall’Argentina e andare a Parigi, in quanto questo genere artistico fu proibito dal nuovo ordine politico e a Parigi compose ancora, continuando a proporre questo genere musicale.
Tra gli altri esponenti di questo genere ricordo Astor Piazzola, con il suo tango più celebre Libertango, utilizzato come colonna sonora di molti spot televisivi, come accompagnamento per il ballo e nel cinema.
Con la crisi economica degli anni ’30 e con il colpo di stato di Uriburu, il tango ebbe un momento di decadenza, in quanto vennero sancite leggi contro la prostituzione e la chiusura di quasi tutti i locali notturni della città. Ma si riprese negli anni ’40 grazie a una rinascita dell’economia, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti l’Argentina era uno dei Paesi dai quali si ricavava materia prima per i rifornimenti ai soldati, quindi l’economia era cresciuta molto rapidamente, e anche alcuni bordelli vennero riaperti e il fervore della capitale si fece risentire.
Era soprattutto una moda parigina quella del tango, e proprio da lì nacque il mito dell’artista che sogna di emigrare in Argentina, e viceversa per gli artisti argentini innamorati della capitale francese. L’influenza del francese si sente anche nelle canzoni: i testi riprendono parole francesi, i soprannomi delle donne sono nomi francesi.
Da Parigi le mode fanno il giro del mondo, e presto anche nelle case della borghesia argentina arriva il tango.

Il 1955 portò un colpo di stato durante il quale venne spodestato Juan Perón e portato in un nuovo governo che scoraggiò il tango. Questo governo conservatore, in collaborazione con i membri delle classi più agiate e alcuni esponenti della sinistra, ha denunciato e respinto il tango in quanto lo consideravano fatto le donne inclini a "lavorare in bordelli". Tango è rimasto quindi sommerso per molti anni.
Nel 1983 la giunta militare Argentina cadde e, per la prima volta, il Tango Argentino ebbe un massiccio successo che ha causato la diffusione del tango a Buenos Aires e in tutto il mondo.
Il Neo-Tango (Tango Nuevo) si è evoluto verso l'anno 2000, in primo luogo negli Stati Uniti e nel resto d'Europa, piuttosto che l'Argentina stessa. E si balla una musica che non è tango tradizionale, come la musica elettronica chiamato electrotango. Questo contiene molte nuove forme di passi come il passo sovra-esteso (quasi un salto) ed incorpora la separazione tra i due ballerini, in cui viene rotto l'abbraccio.

Il tango al giorno d'oggi

Quando si parla di tango, oggigiorno viene preso i considerazione solo l’aspetto del ballo. In realtà il tango è un genere artistico che comprende poesia, musica, canto e ballo.
Per prima cito la poesia, perché, come possiamo notare, le origini del tango sono le milonghe, ritornelli e poesie cantate all’inizio senza strumenti; in seguito si cominciò a scrivere la musica e in ultimo stadio si è plasmata la danza che negli ultimi anni è diventato un fenomeno mondiale.
È, quindi, importante sapere che quando si parla di tango, si parla di più discipline artistiche che non possono essere divise, altrimenti il tango stesso non avrebbe più senso. Il tango a volte è, erroneamente, considerato solamente come un ballo da sala. A differenza di questi balli, il tango ha la caratteristica di essere un ballo dell'intimità. Ballando questa danza i danzatori guardano dentro se stessi, portano fuori tutte le loro emozioni e cercano di sentire quelle del partner.
In Europa il tango è stato modificato, perché nei balli di coppia classici i passi, in genere, hanno un altro ritmo, quindi, per facilitarne l’apprendimento, è stato variato. Ovviamente si deve distinguere il tango vero, originale, da quello moderno, modificato.
Alcuni danzatori mescolano i due stili, riproponendo passi e figure originali, in un tango moderno, europeo. C’è chi pensa che sia positivo, c’è chi pensa di no, in quanto questo è un ballo dell’istinto, sensuale, che stimola le emozioni, e le movenze devono uscire dall’anima. 
Alberto Soave, in un articolo su Informadanza, dice che “il tango alberga in ognuno di noi, che si cela nelle nostre anime, e che bisogna soltanto tirarlo fuori ballandolo”.
Oggigiorno il tango è un ballo che viene insegnato in molte sale, in vari corsi, per tutte le età e soprattutto è diventato oggetto di competizione. Ricordiamo tra le tante, il campionato mondiale che si svolge ogni anno a Buenos Aires.
Per quanto riguarda la musica, ci sono molti gruppi musicali e musicisti che ci propongono canzoni originali che sono molto usate nelle sale da ballo, come i Gotan Project, che suonano un nuovo genere di tango, il Tango Nuevo, e altre sono canzoni che possiamo definire storiche, con un successo che non vede mai il tramonto, come il Libertango di Pazzolla e la Cumparsita di Matos Rodríguez. I testi per queste piccole opere d’arte, ovviamente rispecchiano i bisogni e i disagi della società attuale e la lingua utilizzata è lo spagnolo nelle sue cadenze latino americane.